Il caso della trilogia di Matrix credo abbia messo in luce come non è detto che la realtà che stiamo vivendo sia veramente la realtà.... Inoltre ci ha mostrato come in realtà tutto ciò che vediamo e proviamo possa essere ridotto a numero.
I primi filosofi ad affermare questo prinicipio sono stati i PITAGORICI. Essi affermavano che alla base di tutto, come principio di tutto c'è il numero. L'armonia di numeri, proporzioni e geometria è la musica che l'intero universo suona. Basta solo affinare il nostro udito e riusciremo a sentirla...
Il numero sacro per eccellenza secondo i pitagorici è il tetragramma (10) cioè un triangolo che ha il quattro per lato. Ma perchè proprio questi numeri sono sacri?
I pitagorici non sono stati gli unici ad affermare la sacralità del numero come fondamento di tutto.
Prima ancora gli Egiziani e gli Ebrei hanno raggiunto questa sapienza.
Secondo la Kaba'la ebraica (cioè una corrente mistica/spirituale dell'ebraismo) infatti i numeri sono i simboli della realtà. Essi rappresentano e spiegano l'uomo, la sua natura e il rapporto con Dio.
Il numero quattro è per loro il simbolo della stabilità: quattro piedi danno equilibrio, quattro muri sono la struttura di ogni casa. Il quattro simboleggia l'idea del luogo chiuso, segreto...
Il numero quattro simboleggia anche la prova: la messa in quarantena risponde ad una legge ontologica.
Presso gli egiziani i quaranta giorni che seguono la morte preparano un passaggio difficile da superare... Ma anche nell'epoca medioevale i re di Francia non venivano mai sepolti prima del quarantesimo giorno dopo la morte.
Nella Bibbia il popolo ebraico cammina per quarant'anni nel deserto dopo l'uscita dall'Egitto. Gesù digiuna quaranta giorni nel deserto... Ogni anno per preparci alla Pasqua ci prepariamo per quaranta giorni (quaresima).... nel ventre materno il bambino matura in sette quarantene (il 7 è un altro numero dal forte valore simbolico) .
Il quattro simboleggia dunque una prova, le prove che nella vita continuamente affrontiamo. il quattro o geometricamente il quadrilatero (o il triangolo di base quattro per i pitagorici) può essere una grembo che ci genera o una tomba che ci uccide.
Spetta a noi il compito di rigeneraci continuamente e passare attraverso le varie porte (prove - il numero 4) che la vita ci mette davanti per raggiungere sempre più la vera conoscenza.
Sul simbolismo del numero 7 dirò nel prossimo post...
a presto
FDB
giovedì, novembre 08, 2007
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9 commenti:
Ciao Flavio! chi ti scrive è un tuo amico...tra un po', lascerò qualche commento particolare...!!!!! ciao.
Caro Flavio, sono Karl Kraus, inventore del numero 23. Volevo solo dirti che molte cose che scrivi sono vere ma molte sono false ed inventate da te. E il bello è che...non fa nessuna differenza. Infatti, cosa è che possiamo definire vero? Cos'è vero?! Come vedi niente! Neanche questo messaggio.
'Notte. Vado a divertirmi.
caro Karl, ti ringrazio per avermi esposto la tua opinione. Hai toccato un tema importante cioè quello della esistibilità della realtà. In altre parole: esiste ciò che vediamo? e noi esistiamo? Noi ogni giorno pensiamo di fare cose, incontrare persone, provare emozioni che crediamo vere... e se fossimo come in Matrix solamente personaggi di un videogioco?
Neo
secondo mw sia karl kraus e neo si fanno pare mentali da paura ragà vivetevi la vita che è corta
Caro "me", sono Karl Kraus, studioso delle teorie sull'amore platonico ornitologico, ebbene...hai ragione. Mi faccio seghe mentali da paura e...ne vado orgoglioso, quando vedo che c'è molta gente che invece usa le "scorciatoie" del cervello per esprimersi!
Comunque, caro Flavio e caro Neo, sappiate che il non-esistere non equivale al non-essere. Questo si sà. Posso infatti affermare che il cocofante (misto coccodrillo elefante) non esista ma non che non ci sia. E con questo sposto l'attenzione dall'esistere all'essere. Vedi, caro Flavio (e caro Neo), come, alla fin fine, non si scappa da Platone?! Proprio stasera, mirando e rimirando il cielo, ho avuto una semplice ma efficace intuizione...
Io peròla penso come Aristotele: non puoi dire che il cocofante ci sia solo perchè eiste l'idea di cocofante!
O la realtà ha in sè il suo prinicipio oppure la realtà non è.
Spiegare la realtà attraverso l'invenzione di un mondo ideale dove le cose sono ma non esistono è inutile e ridondante!
W ARISTOTELE e il principio di materia e forma...
Caro Aristotelico, sono sempre io, Karl Kraus. Se dovessi seguire la tua teoria, dovrei affermare che materia e forma determinano l'esistenza delle cose e su questo sarei pure d'accordo ma...io vedo attraverso l'occhio, con il cervello. E' proprio quest'ultimo che mi determina il grado di colore, la dimensione, la forma, in base ad altri modelli che io ho (esperendo o cogitando) all'interno della mia testa. Se penso ad un pallone da calcio, il modello palla (ossia rotondità) è comune a tutti i palloni con i quali potrò confrontare il mio pallone esistente quindi paragonandolo ad un modello ideale ma non esistente però facente parte dell'essere (in quanto presente nel mio pensiero, che è l'unico modo con il quale posso determinare una qualsiasi sensazione di esistenza - il sasso puo' infatti pensare di esistere? ho detto sasso, non sesso...). Mi ricollego al "cogito ergo sum" Cartesiano, come al solito. SOno due punti deboli per me... Platone e Cartesio, da cui non si esce (per me...). Sono infatti lontano dall'idea di immortalità dell'uomo comune, il quale alzandosi ogni mattina dal letto, appoggia i piedi per terra, come se niente fosse, sicuro di trovare il pavimento al solito posto! Ma questa non è forse un'idea di immortalità e di permanenza delle cose in quanto tali? Invece non è così. Dobbiamo distinguere l'essere dall'esistere. Io non esisto qui...in questo mondo sono solo transeunte. (per fortuna).
Caro Karl Kraus. ma non pensi che anche il cervello è materia e l'immortalità pia illusione?
Se siamo immortali lo siamo anche con il corpo.. ricordati che molti ancora credono che Dio si è fatto corpo..
è questa la vita che ci è data da vivere, è qui che dobbiamo vivere il passaggio. un passaggio da esseri "dormienti" a "svegli", come diceva Eraclito.
Panta rei.. tutto scorre, ma qui su questa terra. non in un'altra!
Great work.
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